Pet Therapy

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Pet Therapy e Dialisi

Per il benessere psico-fisico dei pazienti in dialisi

Dopo una prima fase sperimentale,in cui si è reso possibile svolgere il trattamento di Pet Therapy grazie ad un Protocollo d’Intesa con la ASL Napoli 1 Centro che, attraverso il proprio Centro di Riferimento Regionale di Igiene Urbana Veterinaria (CRIUV), ha messo a disposizione un team di medici veterinari e conduttori cinofili esperti, coordinati dal dott. Vincenzo Caputo, Direttore del Centro, di cui la referente scientifica è la prof.ssa Lucia Francesca Menna, della Cattedra di Zooterapia nella Sanità Pubblica del Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Visti i risultati ottenuti dalla ricerca sui valori di ossitocina, cortisolo e serotonina, che a breve saranno resi pubblici, raccolti i risultati prescientifici e clinici, ed in linea con l’obiettivo che da sempre i centri si prefiggono, quello di garantire un trattamento che tenga in primo piano la salvaguardia del benessere psico-fisico dei pazienti in dialisi, si è ritenuto opportuno, al fine di farlo diventare in futuro una prassi da implementare nel trattamento emodialitico stesso, di stabilire un nuovo Protocollo d’intesa con la Cattedra di Zooterapia nella Sanità Pubblica del Dipartimento di Medicina veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Dove per la particolarità dei luoghi, quelli della sala di dialisi, è stato progettato e realizzato un intervento ad hoc di Pet Therapy nato dall’ormai consolidato modello Federiciano.

Dal mese di ottobre 2018, le due sedi dei Centri di emodialisi offrono ai propri pazienti in trattamento l’intervento di Pet Therapy.

Un ulteriore contributo al trattamento, che renderà quei luoghi, nel rispetto di tutte le norme igienico sanitarie, diversamente medicalizzati e più prossimi al mondo della vita. Una risposta alle ricerche condotte dallo stesso Servizio di Psicologia e Psicoterapia dei centri, da cui emerge che il soggetto-paziente in emodialisi come se poggiasse in una condizione umorale affine alla funzione renale definibile come«sentimento dis-metabolizzante», condizione per cui si assiste ai viraggi patologici verso l’area timica. Alla luce, anche, dei riscontri ottenuti dalle numerose pubblicazione scientifiche, in cui si evince che la nefropatia ed il trattamento emodialitico è vissuto dai pazienti come fonte di stress ed incide sull’umore e sulle relazioni.