QUARTIERE KIDNEY – PER UNA PSICOLOGIA DELL’INCONTRO IN EMO-DIALISI

Quartiere Kidney – Per una psicologia dell’incontro in emo-dialisi

Un testo che si pone nel mezzo, nel “tra” delle conoscenze già acquisite della realtà clinica emo-dialitica e la comprensione di una situazione-limite, dove si cerca di individuare le coordinate per arginare lo scacco esistenziale.
Un lavoro che vuole tentare di riportare al centro del discorso medico-psicologico l’uomo, di rimettere in primo piano le esistenze dei malati in trattamento emo-dialitico, per tentare di integrare ad una tecnica che permette di sopravvivere un metodo che restituisca senso a queste vite. L’incontro diviene la via che pone pazienti ed operatori in contatto, in quella dimensione intersoggettiva che edifica l’empatia.
Un mondo, quello emo-dialitico, che ci invita a riconsiderare il valore dell’acqua, del cibo, del peso e della minzione, che ci conduce alla scoperta dell’organo rene, del rene artificiale e del trattamento.
Giuseppe Ceparano (Napoli, 1976). Psicologo e Psicoterapeuta di formazione fenomenologica, responsabile del Servizio di Psicologia e Psicoterapia dei centri di dialisi Kidney s.r.l.

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<< Il quartiere Kidney è popolato da persone che vi risiedono per anni, anche se per quelli che sono in trattamento e si inseriscono nelle liste di trapianto è unanime l’augurio che restino il meno possibile. Ci si vede spesso, talvolta qualcuno racconta che vede più i frequentatori del “quartiere” che quelli in cui abitano. Si parla spesso, si discute di tutto, si aprono discorsi che vanno oltre ciò che riguarda il trattamento. Sono spesso animate le discussione che riguardano i fatti che accadono nel mondo, le posizioni emergono,ma questo è ovvio, anzi, è il segno di un comune esistere. Si discute tra operatori, tra pazienti, tra operatori e pazienti e viceversa; insomma, accade tutto ciò che accade nei luoghi dove un determinato spazio diventa comune, dove l’incontro talvolta deve risentire del moto dello scontro, affinché si possano delinere posizioni. È un rapporto, data la “quasi” quotidianità degli incontri, più tendente a una relazione orizzontale che verticale. Il quartiere Kidney è un luogo della Cura come lo sono gli ospedali, gli ambulatori medici, i centri di riabilitazione, le cliniche e gli hospice se ci atteniamo a un modello bio-medico, ma è anche come se fosse un’abitazione, una scuola, una palestra, un teatro, una fabbrica e una piazza, insomma è, innanzitutto e per lo più, un luogo in cui si possono ritrovare più soggetti. >> pag. 34

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